RAPPORTO “NO PIL? NO JOB”
relativo alla situazione del Territorio di Como

IL CRATERE DELL’OCCUPAZIONE dopo 6 anni di crisi (2008-2013), anche, nel Territorio di Como ha generato forme di sofferenza e insicurezza occupazionale. Si tratta di quasi 48.781 donne e uomini che hanno un lavoro instabile (15.000
lavoratori a tempo determinato), che sono alla ricerca di un posto di lavoro (24.000 disoccupati), che sono stati sospesi dal lavoro(9.781 lavoratori in cassa integrazione).
Nel solo anno 2013, 12.253 persone nel territorio di Como sono stati garantiti dall'ASPI e mini ASPI. E gli inattivi, nella fascia
lavorativa (15-64 anni), nel 2013 sono stati 115 mila, con una riduzione rispetto al 2008 dello 2,5% e un aumento del 2,7% rispetto al 2012. Questo indicatore del mercato del lavoro (di cui fanno parte: coloro che studiano o che sono in un percorso di formazione professionale, coloro che sono in pensione, ma anche chi non lavora per motivi familiari o più semplicemente non lavora per sua libera scelta), ingloba anche una sempre più folta platea di persone che pur essendo disponibile a lavorare, non cerca più un’occupazione in quanto rassegnata nella ricerca: si tratta dei cosiddetti “scoraggiati”.
Nell’insieme di questi 6 anni di crisi, il tasso di disoccupazione a Como è passato dal 4,2% del 2008 al 8,6% nel 2013, quello
giovanile dal 14,1% del 2008 al 27,9% nel 2013. In continua crescita dal 2008 al 2013, il numero dei disoccupati. Coinvolte, nel 2013, 24 mila persone, in aumento dell’118,2% rispetto al 2008 (e del 41,2% rispetto al 2012).
Tra il 2008 ed il 2013, la Provincia di Como ha perso 3.000 occupati, passando dai 259 mila del 2008 ai 256 mila del 2013, con una flessione del 1,2%. Nell’arco di questo periodo, il calo più massiccio di occupazione si è registrata tra il 2012 e 2013 (circa 10 mila occupati), e in questo periodo, Como ha registrato il dato percentuale peggiore rispetto al resto delle Provincie Lombarde. E l’occupazione di dipendente ha inciso per il 78,5% sul totale degli occupati (a fronte del 78,8% del 2008).

Dal 2008 al 2013 sono state autorizzate 120 milioni di ore di cassa integrazione nel territorio di Como. La gestione della cassa
integrazione ordinaria ha assorbito il maggior quantitativo di ore (oltre 57 milioni), seguita dalla straordinaria (oltre 42 milioni
di ore) e dalla deroga (oltre 19 milioni di ore).
L’effetto crisi sul tessuto produttivo Comasco, ha iniziato a farsi sentire nell'anno 2009, anno in cui le ore richieste dalle aziende crescono notevolmente, rispetto al 2008. Così, mentre nel 2008 le ore autorizzate di CIG ammontavano a oltre 3 milioni, dal 2009 al 2013 si ha una richiesta media di oltre 20 milioni di ore l’anno.
Cifre allarmanti in quanto fotografano la gravità della crisi sul tessuto produttivo, ma al tempo stesso questo strumento ha
salvaguardato (dal 2009 al 2013) una media di oltre 10 mila lavoratori dipendenti l’anno, che altrimenti avrebbero aumentato
le fila dei disoccupati.
La sofferenza, tuttavia, non si misura soltanto con la quantità ma, anche, con la qualità del lavoro e delle retribuzioni. Anche il reddito medio da lavoro dipendente e assimilato segna il passo in questo periodo, ed è un ulteriore parametro indicativo dello stato di salute del nostro sistema produttivo. I contribuenti con redditi da lavoro dipendente e assimilato nella Provincia di Como sono in totale 208 mila e il reddito medio dichiarato ammonta a 22.958 euro pro capite, più basso della media lombarda (24.028 euro pro capite).
Per quanto riguarda la graduatoria dell'indice di sofferenza occupazionale, relativo alle Province Italiane, Como è all'82 posto,
con 17,3 punti sotto la media nazionale. Ultima in questa classifica (quindi la “meno sofferente”) è la provincia di Milano, che
fa registrare 30,2 punti percentuali sotto la media nazionale. Tra le Province Lombarde, Como sta meglio rispetto a: Varese
(pos. 61); Brescia (pos. 65); Lecco (pos. 75); Sondrio (pos. 79). Mentre sta peggio rispetto alle altre Province Lombarde.
L' indice di sofferenza del mercato del lavoro a Como è pari a (74,8 punti) 25,2 sotto la media nazionale, all'86 posto.
Tra le Province Lombarde, Como sta meglio rispetto a: Varese (pos. 69); Cremona (pos. 75); Mantova (pos. 76); Sondrio (pos. 80); Lodi (pos. 83). Mentre sta peggio rispetto alle altre Province Lombarde.

Mentre, Como evidenzia un indice di sofferenza delle attività produttive pari a (104,4 punti), 4,4 punti sopra la media nazionale, al 54 posto. E tra le Province Lombarde, Como sta meglio rispetto a: Brescia (pos. 18); Lecco (pos. 19); Varese (pos. 22); Bergamo (pos. 39). Mentre sta peggio rispetto alle altre Province Lombarde. L'indicatore che porta il Territorio di Como ad essere sopra la media nazionale è il rapporto tra lavoratori in cassa integrazione sul totale dell’occupazione dipendente (144,1 punti ). Al contrario cambia la situazione se si analizza il parametro delle domande dell’ASPI sul totale dell’occupazione dipendente (64,6 punti).
Infine, Il territorio di Como, presenta un indice di sofferenza reddituale pari a ( 86,8 punti) 13,2 sotto la media nazionale, al 97 posto. E tra le Province Lombarde, Como sta meglio rispetto a: Sondrio (pos. 56); Mantova (pos. 73); Brescia (pos. 79);
Cremona (pos. 87); Bergamo (pos. 90); Pavia (pos. 91); Lodi (pos. 95). Mentre sta peggio rispetto alle altre Province Lombarde.
Questi sono alcuni dati del Rapporto curato dal Servizio Politiche Territoriali e del Lavoro della UIL “NO PIL? NO JOB”, che
mostra come e con quale intensità la crisi abbia creato un “cratere” nel nostro tessuto sociale e produttivo, mettendo a
confronto i dati del 2008 e del 2013 relativi al mercato del lavoro, agli ammortizzatori sociali e al reddito dei lavoratori
dipendenti e assimilati.
Una crisi lunga, più di 6 anni, ha ridisegnato in maniera, anche drammatica, il rapporto tra le persone, tra esse e la propria
comunità, tra i lavoratori ed imprese, tra le stesse imprese e le istituzioni. Sullo sfondo il crescere di un “abisso”,
drammaticamente prepotente, di una profonda “SOFFERENZA OCCUPAZIONALE”, questo è quanto emerge dal rapporto "
NO PIL? NO JOB" della UIL Nazionale. E da questa situazione non è stato immune il Territorio di Como.
Non sarà facile recuperare le macerie lasciate dalla crisi e il ritardo della ripresa economica certo non aiuta. Lo dimostrano
anche gli ultimi dati INPS relativi alla richiesta di cassa integrazione nel I semestre anno 2014 a Como: sono state
complessivamente richieste dalle aziende oltre 9.786.983 di ore di cassa integrazione, in riduzione del 13,5% sullo stesso periodo del 2013.

 

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